“Si usino le camere di sicurezza”
Gli agenti di polizia penitenziaria aderenti a Cgil, Cisl, Uil, Sappe e Osapp in una nota ribadiscono il valore del decreto legge del 22 dicembre scorso emesso dal Ministero di Giustizia che prevede che le persone arrestate in flagranza di reato, vengano portate nelle camere di sicurezza e non in carcere. 'Cio' per evitare che le carceri si riempiano di persone destinate a restarvi per 2 o 3 giorni', si legge nella nota mirata a protestare contro quelle forze di polizia che si sono dette contrarie a tale provvedimento. Secondo i cinque sindacati degli agenti penitenziari, il ricorso alle camere di sicurezza in luogo del carcere per gli arresti in flagranza era gia' legge (art. 558 del codice penale) e il ministero ha solo inteso ribadire il concetto. 'Agli agenti penitenziari compete la gestione dei detenuti solo dopo l'udienza di convalida - spiegano i sindacalisti - prima di allora la competenza e' delle altre forze di polizia. Spiace - aggiungono - vedere che a Torino le camere di sicurezza create appositamente presso il Commissariato San Paolo e costate 300.000 euro, sono del tutto inutilizzate'.
03/01/2012
