Chi non è detenuto non deve andare in carcere
Quella sulle camere di sicurezza e' "una polemica sterile": "chi non e' detenuto non deve andare in carcere". Ad affermarlo e' Leo Beneduci, segretario generale dell'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria. "Comprendiamo le difficolta' dei colleghi delle forze di polizia che operano sul territorio - spiega Beneduci - rispetto all'utilizzo per gli arrestati delle camere di sicurezza di questure e comandi fino alle udienze di convalida nei tribunali, ma non si puo' continuare ad andare in carcere senza ordine dell'autorita' giudiziaria. Gli arrestati non sono tecnicamente detenuti e dopo l'udienza possono essere lasciati liberi come accade assai spesso, per cui non appare di nessuna utilita' sottoporli al grave stress dell'immatricolazione in carcere, della visita medica pre-carcerazione e della individuazione di una cella idonea, sicuramente non vuota, che in piu' occasioni ha significato farli dormire per terra per una o due notti". "Come sindacato della polizia penitenziaria - conclude il rappresentante dell'Osapp - che non e' un corpo di polizia destinato ad operare esclusivamente in carcere e i cui appartenenti dispongono di qualifiche di polizia analoghe a quelle delle altre forze, abbiamo giudicato insoddisfacenti e parziali le misure adottate dal ministro della Giustizia Paola Severino per contrastare il sovraffollamento penitenziario ma quella riguardante le camere di sicurezza non e' destinata a deflazionare il sistema bensi' a garantire fino alla fine i diritti dei cittadini".
05/01/2012
