Assistente Capo di Polizia Penitenziaria si toglie la vita

Alle ore 13.30 circa di oggi, un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria in servizio presso l’Istituto di Perugia, si è suicidato all’interno della propria camera nella Caserma Agenti dell’istituto. A darne notizia, è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria – Leo Beneduci.

Questo è il quinto suicidio nel 2016 di appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria (Trieste, Massa Carrara, Poggioreale, Cremona) più altri due tentativi di suicidio posti in essere e che hanno ridotto in gravissime condizioni di salute altro personale del Corpo. Le motivazioni di tali azioni probabilmente non hanno come causa principale le condizioni di lavoro all’interno degli Istituti Penitenziari, ma sicuramente le stesse condizioni non possono non influenzare negativamente chi giunge a gesti cosi estremi, atteso che, il tasso di suicidi nella Polizia Penitenziaria, è almeno il doppio di quello che si verifica nella popolazione Italiana. D’altra parte – aggiunge Leo Beneduci – a parte la gravissima carenza di personale, i rischi e la sfiducia che caratterizzano il lavoro in un contesto penitenziario quanto mai povero di risultati in termini, sia di maggiore sicurezza per la collettività e sia di effettivo reinserimento sociale dei detenuti, così come prescrive la Carta Costituzionale, rispetto a tali drammatici episodi non vanno sottovalutati gli effetti dell’attuale politica penitenziaria rivolta a tutelare pressoché esclusivamente i detenuti ristretti in carcere piuttosto che e spesso a discapito del personale di Polizia Penitenziaria. E quindi auspicabile, conclude il Leader dell’O.S.A.P.P., anche per un effettivo miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nelle carceri Italiane, il concreto rinnovamento dell’amministrazione penitenziaria centrale a partire dall’avvicendamento degli attuali vertici.