Detenuto aggredisce agente, Beneduci: “e’ il risultato di una politica penitenziaria attuata in assoluto dispregio delle condizioni di lavoro del personale di polizia”.

 Asti, 24 mar. – Un detenuto di 46 anni, rinchiuso nella sezione “alta sicurezza” del carcere di Asti per associazione di tipo mafioso, ha aggredito un agente di polizia penitenziaria, colpendolo con ripetuti pugni, tanto da fargli perdere conoscenza.

L’agente, soccorso da un altro detenuto, e’ stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Asti, dove e’ stato medicato e visitato. “Quanto accaduto – commenta il segretario generale Leo Beneduci – e’ il risultato di una politica penitenziaria attuata in assoluto dispregio delle condizioni di lavoro del personale di polizia, spesso lasciato solo nelle sezioni a operare in assoluta ristrettezza di mezzi e di supporti anche con 100-150 detenuti, alcuni di estrema pericolosita’”. “L’episodio di Asti, in cui solo l’intervento di un altro detenuto, e non di un altro agente di cui non vi era alcuna disponibilita’ al momento, ha impedito conseguenze ancora peggiori per il poliziotto aggredito, dimostra quali siano i rischi concreti di chi e’ costretto a rendere in tali condizioni un servizio nell’interesse della collettivita’”. Beneduci ricorda poi che “l’apertura dell’attuale casa di reclusione di Asti, venne effettuata con meno del 50% del personale di polizia penitenziaria necessario, che per tali ragioni sta attuando in queste ore l’astensione dalla mensa per protesta”.

MN