FESI 2019 – UN’OCCASIONE STORICA CHE L’O.S.A.P..P. NON HA PERSO PER TUTTI I COLLEGHI/E

Chi pensava che L’O.S.A.P.P. non partecipasse alle trattative e non sottoscrivesse l’Accordo per il Fesi 2019, dopo 4 anni di mancata sottoscrizione,  ha sbagliato almeno sotto tre aspetti che riguardano:

– lo stato di agitazione che l’O.S.A.P.P. ha proclamato e mantenuto negli ultimi anni e che non consentiva, in se, di sottoscrivere alcun accordo con il Dap.;

– l’avvicendamento dei principali vertici del Dap (ancora parziale visto che ancora restano immutati i 3 direttori generali benché in scadenza) a seguito delle Elezioni e del nuovo Governo;

– l’assoluta innovazione (mai avvenuta in precedenza) del poter far conoscere ai Colleghi/e gli orari e le turnazioni utili per la corresponsione del Fesi già dal mese di gennaio dello stesso anno a cui è riferito.

 

Fermi restando tali presupposti che rendevano irrinunciabile per una reale tutela dei Colleghi/e la fattiva presenza dell’O.S.A.P.P. al tavolo di trattativa, in ragione del proprio mandato, riteniamo inutile soffermarci sui singoli aspetti del nostro apporto alla specifica contrattazione, quali quelli riguardanti i permessi ex legge 104/1992 e i riposi recupero nelle presenze mensili resi utili al completamento delle fasce. Altrettanto,  non vantiamo come nostra vittoria l’avere “liberato” la produttività dei Comandanti da risultati che sarebbero dipesi principalmente dai Direttori (sic!) piuttosto che l’avere evitato con forza (fino ad esserci alzati più volte minacciando l’abbandono del tavolo) le singole “personalizzazioni” dei casi richieste da alcune OO.SS., atteso che l’Accordo va calato su un territorio che necessita di chiarezza e di semplicità e non della confusione già esistente.

Ci interessa invece soffermarci su aspetti di maggiore sostanza che riguardano la generale vivibilità lavorativa degli istituti e dei servizi penitenziari da parte della Polizia Penitenziaria nonché il futuro del Corpo.

Nei sensi indicati la “nuova” Amministrazione, come il “nuovo” Ministro e la “nuova”  Politica in questi 6 (sei) mesi non hanno ancora fatto/realizzato granché,  oltre alle promesse.

Oltretutto traspare dai nuovi Vertici del Dap, come dalle decisioni e dagli atteggiamenti dei Vertici Politici (Ministro e Sottosegretari) una scarsa comprensione del ruolo dei Sindacati e sulle modalità di relazione tra le Parti; forse ed anche  perché sussiste il pregiudizio di una complicità del sindacato in genere con il malgoverno e la malagestione precedenti; ritenendo esistere un prevalente interesse per il tesseramento piuttosto che per le condizioni dei tesserati?

Non sappiamo e, in realtà vorremmo saperne molto di più,  anche perché quello che vediamo continua a piacerci molto poco.

Proprio per tali motivi, peraltro, per quello che gli attuali responsabili non comprendono, non fanno o non sanno fare,  per gli organici,  come per le uniformi e contro le aggressioni,  per il ruolo e i rapporti con le altre Forze e nella gestione della Sicurezza nazionale, come per il ruolo del Corpo rispetto alle funzioni di P.G. e nei rapporti con le AA.GG., per il tantissimo che “pretendiamo” come Sindacato di un Corpo di Polizia di essenziale rilevanza per lo Stato rispetto a quello che ci danno,  riteniamo sia indispensabile che in questo momento l’O.S.A.P.P. lasci ogni possibile “Aventino” e ci sia con forza in ogni luogo e condizione in cui ne è richiesta la presenza al fianco ed a tutela di tutti i Colleghi/e.

Leo Beneduci – Segretario Generale O.S.A.P.P.