Se si vergognassero sarebbe già un buon inizio…per loro

Buongiorno, o buonasera, a seconda di chi e quando legge, mi chiamo Leo Beneduci e sono il segretario generale dell’O.S.A.P.P. – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria che è sindacato nazionale maggiormente rappresentativo del Personale di Polizia Penitenziaria.

In quanto autore anche di numerosi articoli d’informazione sulle questioni afferenti la Polizia Penitenziaria, che, a buon intenditore, a differenza di altri  personalmente e non per conto “terzi” né sotto mentite spoglie,  redigo  e che di regola vengono pubblicati sulla rivista ufficiale nazionale dell’O.S.A.P.P.  “Polizia Penitenziaria Domani” il cui sito internet è www.poliziadomani, oltre che su altri blog e riviste, in tali circostanze, come mi è legittimamente consentito e come ben conoscono gli aderenti e i rappresentanti dell’O.S.A.P.P., sono solito sottoscrivermi lb – sgo  che è semplicemente l’acronimo di leo beneduci – segretario generale osapp,  ed in quanto tale rispondo di quello che scrivo in tutte le previste sedi.

Sempre come Leo Beneduci e non in effige né quale entità metafisica, nel 2013 sono state candidato quale capolista al Senato della Repubblica nella formazione politica di quello che allora era, non altri che un Magistrato della Repubblica Italiano notorio e riconosciuto in ambito internazionale per l’impegno contro la criminalità organizzata nonché per essere stato l’allievo “prediletto” di Paolo Borsellino.

Mi spiace per alcuni, ma la designazione quale capolista al Senato propostami da Antonio Ingroia che era tutt’altro che un delinquente o uno dei  politico di professione che altri amano tanto, mi inorgoglisce ancora oggi, quale ne sia stato l’esito e anche se, come da me appreso successivamente all’accettazione della candidatura e non potendo più dimettermi, in lista alla Camera dei Deputati (e non al Senato) vi era anche Ilaria Cucchi, che assolutamente non stimavo né stimo; ciò in quanto ritengo che  l’unico caso elettorale di tale rilevanza di un appartenente al Corpo in servizio abbia costituito un riconoscimento per tutta la Polizia Penitenziaria e la possibilità potenziale per chi aveva ricevuto l’onere/onere di poter fare qualcosa per il Corpo nelle sedi Parlamentari che da sempre e tuttora ci ignorano.

Non conosco e non spiego, se non attraverso l’incontinente esternazione di livori e di poco represse frustrazioni personali di alcuni “piccoli uomini” che, purtroppo, non crescono, le ragioni di un continuo soffermarsi da parte di alcuni su tali vicende, in luogo di motivate risposte alle argomentate e veritiere tesi da me sostenute in nome e per conto dell’OSAPP.

In conclusione e chiedendo venia per il tempo sottratto nella lettura, da me che tempo da sottrarre al sindacato non ho, continuino pure nella pubblicità gratuita e notevolmente gradita nei miei confronti e smettano semmai di raccontare sciocchezze ai colleghi e alla gente.

La smettano anche, ma dubitiamo che ci riescano, di sedersi e di darsi grandi pacche sulle spalle con chi privilegia i detenuti, condanna gli incolpevoli colleghi e sta affossando a Polizia Penitenziaria in ogni sede e soprattutto dal Dap.

L’O.S.A.P.P. sta crescendo, nella verità e non nelle bugie e presto se ne accorgeranno anche loro.