UNA POLITICA PENITENZIARIA DISSENNATA CHE PENALIZZA ESCLUSIVAMENTE IL CORPO

Verso le ore 14,00 circa odierne, un detenuto di origine magrebina, di anni 42, ristretto al reparto protetti della Casa Circondariale di Trento, ha posto fine alla propria vita impiccandosi con un cappio rudimentale nella cella dove era ristretto. A denunciare l’episodio è l’O.S.A.P.P. – (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci. Anche in questo caso la Polizia Penitenziaria non è riuscita a salvare la vita del 41esimo detenuto suicida in un carcere della Repubblica dall’inizio dell’anno ed è un dato a nostro avviso tutt’altro che ordinario e normale nonostante le rassicurazioni del Guardasigilli Orlando, anche tenuto conto che sempre dall’inizio dell’anno le morti in carcere sono 81. Non è difficile quindi individuare in una carenza di organico di quasi il 40% (mancano 82 unità di Polizia Penitenziaria su 214) e nel sovraffollamento del 30% rispetto agli accordi tra lo Stato e la Provincia Autonoma di Trento (340 detenuti presenti su 240 previsti) le cause di una morte che benché di natura volontaria avrebbe potuto a nostro avviso essere evitata. Come Organizzazione Sindacale Nazionale del Corpo di Polizia Penitenziaria – conclude il leader dell’OSAPP – che non festeggerà il bicentenario della Polizia Penitenziaria il 19 Settembre p.v. e sarà in piazza a manifestare unitamente alle altre sigle sindacali il proprio assoluto dissenso verso una politica penitenziaria dissennata che penalizza esclusivamente gli appartenenti al Corpo senza migliorare né le condizioni di vita interne alle carceri né la sicurezza della collettività esterna non ci resta che augurarci che una nuova e più attenta compagine di governo ponga finalmente fine alle attuali ed indicibili condizioni di sofferenza del sistema penitenziario Italiano.